E’ convocata per il giorno 30 novembre l’assemblea annuale dei Cavalieri di San Marco dove, tra gli altri argomenti, verrà dato puntuale resoconto agli Associati del felice esito del procedimento scaturito dall’infondato esposto alla Procura della Repubblica di Venezia presentato da un ristrettissimo numero di associati nei confronti della dirigenza, seguito anche da una quereala da parte di quattro di essi, signori Giovanni Conte, Paolo Lucarda, avv. Stefano Marrone e Francesco Rigoni, la cui notizia era stata data con prematura enfasi sulla stampa locale.
Si voleva mettere in dubbio la regolarità, anche sotto il profilo fiscale, della gestione dell’Associazione, imputando al Presidente anche la pubblicazione di dichiarazioni diffamatorie in un quotidiano locale.
La Procura della Repubblica, che ha effettuato scrupolosi accertamenti preliminari, però, non ha rinvenuto alcun fondamento negli addebiti mossi agli organi dirigenti dell’Associazione ed al Presidente Cav. Giuseppe Vianello, escludendo qualsiasi rilevanza penale nelle segnalazioni effettuate dagli esponenti, tanto da non essere mai nemmeno assurte a “notizia di reato” e le stesse sono state archiviate dal Mod. 45 in cui erano state iscritte, riservato agli ‘Atti non costituenti reato’.
Così il provvedimento di archiviazione ha ritenuto, da un lato, che “Mancano, quindi, del tutto, possibili notizie di reato dotate della necessaria autonomia tanto da sostenere nemmeno una eventuale iscrizione a modello 21” (modello relativo al Registro delle notizie di reato), avendo gli inquirenti accertato che “Non vi sono quindi indicazioni di presunte irregolarità – né tantomeno di reati fiscali – che possano rendere ipotizzabile un’eventuale ispezione amministrativa”. Dall’altro, quanto alle presunte offensive dichiarazioni alla stampa del Presidente, che “nulla risulta riferirsi alla frase oggetto di contestazione da parte dei querelanti”.
Si chiude così, molto positivamente per i vertici dei Cavalieri di San Marco, un capitolo della vicenda che ha visto un ristrettissimo gruppo di associati contrapporsi agli organi direttivi dell’Associazione ed in particolare al Presidente, le cui competenza e rettitudine emergono, invece, pienamente confermate.
Spiace solo rilevare come da queste pretestuose iniziative sia unicamente derivato un ingiusto sviamento di risorse personali e finanziarie dell’Associazione, impiegate nella difesa dell’ente, anziché per il compimento delle attività benefiche.
